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Fabian Marcaccio Winterthur Museum

Beim Stadthaus, Kunst Museum Winterthur

18.5. – 18.8.2019

 

Frozen Gesture

Gesture in painting

from Roy Lichtenstein to Katharina Grosse

Curators: Konrad Bitterli, Lynn Kost, and Andrea Lutz

 

In 1965 Roy Lichtenstein created his famous «brushstrokes» and in so doing transformed the subjective gesture of heroic Modernism into a trivial comic drawing, transposed into the large format of a museum. The spontaneous movement of the brush on canvas mutated into a quote, the emotional exploration of depth morphed into a Pop surface in signal colors. The purported immediacy of the expressive painterly act thus became an ironic reflection on the medium of painting using the means of mass culture. This distanced and self-reflective approach had defined contemporary painting since the end of Modernism. It highlighted the fundamental elements of the image, such as the appearance of the colors and the pigment, the color fields and their limits, and not least the application of paint in the form of a gesture.

This gesture had long since abandoned directly expressing existence in favor of any number of different discursive strategies and painterly approaches. To this day, artists underscore the problematic nature of the impact of the application of color and are forever reinterpreting it – from the gesture as a semiotic abbreviation for painting through to its diverse transformations in images.

In the form of the extensive «Frozen Gesture» exhibition Kunst Museum Winterthur is presenting the sheer range of gestures in contemporary painting. The exhibition brings together important individual pieces by outstanding protagonists of Abstract Art, such as Gerhard Richter and David Reed, with extensive work groups of contemporary artists such as Franz Ackermann, Pia Fries, Katharina Grosse and Judy Millar – to create a fascinating display of works of exceptional painterly quality and inconceivable sensory appeal.

 

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walkabout

Fondazione La Fabbrica del Cioccolato, Torre-Dangio in Valle di Blenio, Svizzera

7.4 – 20.5.2018

 

Questa avventura nasce dall’incontro di due progetti, Walkabout e Foreignness con un luogo, la Fabbrica del Cioccolato e la Valle di Blenio, due progetti autonomi ma accomunati dall’interesse per la traduzione e il territorio.

 

Artisti invitati:

Simona Barbera, Sergio Breviario, Umberto Cavenago, Gianluca Codeghini, Ermanno Cristini, Carlo Dell’Acqua, Hannes Egger, Elena El Asmar, Ronny Faber Dahl, Gabriela Hess, Michele Lombardelli, M+M, Angelo Mosca, Giancarlo Norese, Luca Pancrazzi, Javier Peñafiel, Luca Scarabelli, Ivana Spinelli, Giovanni Termini, Enzo Umbaca, Alejandro Vidal.

 

Oggi il destino dell’opera d’arte è caratterizzato da un inevitabile “rotolamento” attraverso i media e i formati, dando luogo a un processo di continua codifica e transcodifica, o meglio di traduzione. Anche il territorio con la sua storia è soggetto a percorsi di trasformazione culturale, oltre che funzionale-economica, i quali mutandone progressivamente l’identità innescano una successione di atti di traduzione.

 

Ma ogni traduzione è un’interpretazione, e lo è nel momento in cui fallisce come semplice atto di transcodifica nutrendosi del “malinteso”, in quanto condizione di elezione della traduzione a testimonianza.

 

Agire le testimonianze è il timone del nostro avventurarsi in questo luogo, la Fabbrica del Cioccolato e la sua valle, un luogo che induce all’incanto. Ad esercitare il rapimento sono il suo sovradimensionamento, la sua storia di transizione lungo usi diversi — da centrale idroelettrica a fabbrica di birra a fabbrica del cioccolato a centro per l’arte contemporanea — e il suo essere in mezzo alle montagne, come un corpo che appare in forma di improvvisa deviazione, imponendosi allo stupore dello sguardo.

 

Le opere, attraverso l’intreccio dei linguaggi, vogliono richiamarsi per suggestione, pungere e condizionare il sentimento, ovvero mettere in errore, l’errore che decentra in profondità alterando le certezze consolatorie dell’abitudine.

 

Si tratta di un rapporto con lo spazio e con il territorio, oltre che tra i linguaggi e gli artisti; il suo fine è aprirsi alla vertigine del limite e delle trasformazioni; una vertigine pronta per essere accolta dagli occhi di un testimone a fondare la tappa successiva.

 

Parole chiave per l’imbarco:

 

TESTIMONIANZA / TRADUZIONE / TERRITORIO / FRONTIERA / DIVERSITÀ / INTEGRAZIONE / ESTRANEITÀ / CONTRASTI / TRANSIZIONE / PASSAGGIO / SCARTO / ESASPERAZIONE / INCANTAMENTO

 

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